Ernest Hemingway

Attimi (Roberto Perin)

 

Attimi su attimi
Il vento del sorriso
soffiato dal cuore,
onde di gioia
spinte dall’amore.
Gocce pesanti da un viso rigato e triste,
frastuoni di pensieri struscianti
come serpi velenose.
Amore. Odio. Vita.
Attimi di vita pura,
come fuochi di speranza,
anima circondata da muri
di mattoni d’argilla
educata, rispettosa, saggia.
Anima inchiodata
dalla purezza e dall’amore.
Anima rinchiusa da sbarre.
Sbarre d’egoismo, di crudeltà.
Tristezze, sorrisi, pianti e speranze.
Attimi cercati
come una scia di una cometa,
eterni, rari, irripetibili,
incisi nei ricordi per sempre.
In sogni eterni come le comete.

 

Roberto Perin

 

Cuore, oggi non ti ascolto (Roberto Perin)

 

Io, non voglio
ascoltarti cuore mio,
non voglio
parlarti anima mia.
Dovrei zittire
le tue grida di solitudine.
Ascoltare solo parole
piene di lacrime.
Un eco, nella notte…
Mi manchi…
Un dolore,
stretto fra i denti…
Ti amo…
Un grido dagli abissi…
Dove sei?
Non voglio
ascoltarti cuore mio,
non voglio parlarti
anima mia.
Ascolterei solo
un violino senza corde,
un piano senza tasti,
una voce afona.
Ascolterei solo
il silenzio del vuoto,
non dolci melodie.
Io, non ci sono per te, oggi.
Io non ti parlerò.
Rimarrò da solo anch’io,
finche sarai solo anche tu.

 

Roberto Perin

 

Marc Chagall Gallery

In barca (David Herbert Lawrence)

Vedi le stelle, amore,
Ancor più chiare nell’acqua e splendenti
Di quelle sopra a noi, e più bianche
Come ninfee! Leggi Tutto »

A se stesso (Giacomo Leopardi)

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo
T’acqueta omai. Dispera
L’ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera
E l’infinita vanità del tutto.

Giacomo Leopardi (1798 – 1837)

Il tramonto della luna (Giacomo Leopardi)

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là ‘ve zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l’ombre lontane
Infra l’onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;

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Quell’antipatica di Alessandra (Roberto Piumini)

Quell’antipatica di Alessandra
anche quest’anno dei fiori mi manda
mi manda rose con cento spine
mi manda viole con formichine
manda gerani tutti marciti
mi manda gigli tutti sfioriti.
Alla sua festa voglio mandorle
una gran cesta piena di cardi

Roberto Piumini (1947)