Achille

Figlio di Peleo re dei Mirrnidoni e della Nereide Teti,
è consacrato dalla tradizione come l'eroe per antonomasia. Quando egli
nacque, la madre, volendo renderlo immortale, l'avrebbe immerso, per
tre volte, nelle acque del fiume Stige tenendolo pei talloni che rimasero, per questo l'unica parte vulnerabile del corpo di lui.

Teti istruita dall'oracolo che il figlio sarebbe
rimasto ucciso nella guerra che si stava preparando contro Troia, lo
mandò, nascosto da un travestimento femminile, alla corte di Licomede
re di Sciro, dove Achille si innamorò di Deidamia, una delle figlie del
re; e da lei ebbe un figlio, il terribile Pirro.
Ma a nulla valse l'affettuoso accorgimento di Teti, perché quando i
Greci si adunarono per concertarsi sulla guerra da muovere a Troia,
l'indovino Calcante, li incitò a fare anzitutto ricerca di Achille,
senza del quale Troia non sarebbe mai stata presa; e rivelò loro dove
la madre lo aveva occultato.
Teti, nuovamente delusa nella sua materna sollecitudine, impetrò dal
fato perché fosse mutata la tragica sorte del figlio; e quello le
propose la scelta per lui, o d'una lunga vita oscura, o d'una morte
gloriosa: e questa il figlio scelse.
L'assedio intorno a Troia durava, ormai, da nove anni, quando scoppiò
una fiera contesa fra lui e Agamennone, la quale si concluse con un
grave atto di provocazione compiuto dal duce supremo della spedizione
il quale fece rapire dall'accampamento di Achille la diletta schiava
Brisèide.
L'eroe, sdegnato, giurò allora di non prendere più parte alla guerra; e
si ritirò. Invano Agamennone, troppo tardi pentito, restituì all'eroe
inoperoso la schiava rapitagli; Achille rifiutò persino di raccogliere
la sfida che Ettore, imbaldanzito per le mutati sorti della guerra, gli
aveva lanciato. E , forse, non avrebbe più ripreso a combattere se il
suo ben amato amico Pàtroclo, che, rivestite le fatali armi di Vulcano,
egli permise facesse le sue veci, non fosse caduto per mano di Ettore,
che lo spoglio delle mirabili armi. Teti, ottenne dal fabbro divino
nuove armi pel figlio il quale si scontrò fieramente con Ettore, e
uccisolo, fece scempio del cadavere; ma che finì, poi, per
riconsegnare, tatto pietoso delle lacrime del gran vecchio, a Priamo.
Anche sulla fine di Achille la leggenda è discorde. Secondo la
tradizione più comune, egli sarebbe stato ucciso da Paride con una
freccia lanciatagli nel famoso tallone; secondo un'altra tradizione
raccolta da Omero, Achille sarebbe stato ucciso da una freccia
lanciatagli, sempre nel tallone, dallo stesso dio Apollo. Intorno al
cadavere dell'eroe, si combatté furiosamente dalle due parti, finché
Aiace Telamonio e Ulisse riuscirono a strapparlo dalle mani dei
Troiani, per offrirlo all'universale compianto dell'esercito greco.

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