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Madrigale del pettine perduto (Rafael Alberti)

I Oè, oè, amante mia,
oè.
Il tuo pettinino,
che verde che era!
Hai perso il pettinino,
oè, oè,
amante mia,
il pettinino che era di vetro.
Il pettinino tuo,
oè, oè,
che era di vetro verde,
amante,
oè.
II
Domattina, spettinata,
domattina.
E come andrò io a messa,
spettinata?
Dirà la Vergine Maria:
Com'è che vieni a messa spettinata?
III
Dormi.
Che nel mare, orto perduto,
va e viene, amante, il tuo pettine, tra i capelli, vita mia,
d'una sirenetta verde.
D'una verde sirenetta
che sulla riva si pettina
mentre la riva va e viene.
Dormi, amante mia,
ché va e viene.
Restai addormentato, mia amante,
a nord dei tuoi capelli,
vogando, amante, e sognando
che due piccoli neri pirati
mi stavano assassinando.

Rafael Alberti (1902)
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Rimasero talmente soli (Wislawa Szymborska)

Rimasero talmente soli, così senza parole,
di miracolo degni per tanto disamore –
d'un fulmine in cielo, d'esser mutati in pietra.
Tirature a milioni di mitologia greca,
però non c'è salvezza né per lui né per lei.
Se ci fosse almeno qualcuno sulla porta,
qualcosa, un solo attimo, apparisse, sparisse
spassoso, triste, da ogni e nessun dove,
fonte di riso e amore.
Ma non accadrà nulla. Nessuna inattesa
inverosimiglianza. Come in un dramma borghese,
questo sarà un lasciarsi del tutto regolare,
senza neanche un apriti cielo a solennizzare.
Sullo sfondo fermo del muro,
penosi reciprocamente,
stanno di fronte allo specchio, in cui
c'è il riflesso sensato, e poi niente.
Solo il riflesso di due persone.
La materia sta bene attenta.
Per quanto lunga e larga, e alta,
in terra, in cielo e ai lati
vigila destini innati
– quasi per una cerbiatta improvvisa nella stanza
dovesse crollare l'Universo.

Wislawa Szymborska

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Invito all’amore (Giuseppe Conte)

Sei così bella questa sera
così assurdamente felice
che dovrei osare ora, subito
farti scivolare giù la camici
larga e bianca attraverso
cui intravedo il tuo seno
e prenderti qui nel giardino,
prenderti sino al primo mattino.
Invece ci siamo appena baciati
e adesso già fuggiamo via
dicendoci solo: ci rivedremo.
Ma quando? Dove? Chi ci assicura
che tanta brama domani dura?

Giuseppe Conte (1945)

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Lo sbarco di Anzio (22 gennaio 1944)

Il VI corpo d’armata, agli ordini del generale Lucas, era sbarcato sulla costa di Anzio alle ore due antimeridiane del giorno 22 gennaio del 1944 mentre la 3′ divisione americana e la 1′ divisione britannica avevano preso terra rispettivamente a sud e a nord della cittadina. Il nemico oppose pochissima resistenza e praticamente non ebbero perdite.

Immagini di archivio e la storia di quel giorno a seguire:


 

 

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