Nessun pianeta che possegga il cielo
mai potrà quel che non potette morte.
Stringonmi e' lacci, que' con che mia donna
già priva fe' di libertà mia vita,
quando qua giù ella lustrava al mondo
non men cogli occhi ch'or si faccia il sole.
Ardon le vive fiamme di quel sole
che spesso mi facean sprezzare il cielo,
poi che sì bella cosa vidi al mondo.
Vive el bel viso ancora, quel che morte
si crese aver privato d'ogni vita,
sol per farmi suggetto ad altra donna.
Continua la lettura di Nessun pianeta che possegga il cielo (Leon Battista Alberti)